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L’innovazione consiste nel vedere ciò che hanno visto tutti, pensando ciò che non ha pensato nessuno” (Albert Szent-Gyorgyi).
La parola innovazione credo sia una delle parole maggiormente abusate negli ultimi anni, si sente quotidianamente parlare di innovazione in qualunque ambito e molto spesso il concetto viene automaticamente e univocamente legato alla tecnologia.
Il tema dell’innovazione, in realtà, si presta ad essere affrontato da numerosi punti si vista, dal momento che coinvolge di fatto tutta l’organizzazione. L’innovazione ha infatti implicazioni di mercato, tecniche, produttive, finanziarie, gestionali, di capacità e disponibilità delle persone, ecc…
Per questo motivo, ISMO già dallo scorso anno ha avviato un percorso dedicato all’innovazione in collaborazione con la Fondazione Aldini Valeriani, che scardina questa univocità o relatività di visione.
In particolare, la riflessione che ha generato questo percorso e che sta alla base del pensiero di ISMO è che innovazione è una capacità che appartiene a ciascun individuo e che non riguarda un solo ambito.
L’innovazione non è affare di pochi e non ha nessun legame con questioni genetiche o di “folgorazione o illuminazione celestiale”.
“Usciamo da un età in cui la metafisica del genio faceva comodo a tutti, era un grandissimo processo di deresponsabilizzazione” .
L'analisi delle innovazioni dimostra che i miglioramenti sono piccoli e si protraggono nel tempo, ma sono anche continui: un breve passo alla volta che, perseverando nella camminata, porta lontano.
Innovazione non è sinonimo di genialità e non può prescindere dal tema della continuità dell’utilizzo delle intuizioni e del lavoro altrui.
Etimologicamente innovare, significa: “alterare l’ordine delle cose stabilite per fare cose nuove” .
Qualunque operazione di innovazione, infatti, genera caos ed è fondamentalmente un processo di “scombinamento”, che diventa innovazione quando viene “ricombinata” attraverso nuove relazioni.
Il tema del nuovo viene, quindi, collegato al concetto del riuso e dell’essere nuovo nello stare in relazione con il contesto. Ciò vuol dire che molto spesso le idee ci sono, ma non sono messe nella giusta relazione o, meglio ancora, nella relazione che le fa cogliere come innovative.
Innovatore, quindi, è colui che possiede una grande attenzione e un grande legame con il contesto. È colui che è in grado stare sul confine, colui che è in grado di dare sfogo a un “libero gioco tra modelli mentali e immaginazione” . Innovatore è colui che riesce a sognare qualcosa di diverso, di migliore per tutti, portandosi oltre quanto compreso finora.
Da questi presupposti è stata ispirata e stimolata la progettazione del percorso “ Accelerare l’innovazione” proposto da Fondazione Aldini Valeriani, in collaborazione con ISMO; l’idea condivisa è stata quella di affrontare il tema dell’innovazione attraverso una sequenza di eventi, caratterizzati dall’uso di diverse metodologie, che portasse le persone a riflettere sulle proprie capacità di innovazione e di gestione dell’innovazione, arricchendo in particolare il bagaglio di ciascuno mediante il confronto con altri soggetti e attori, anche esterni al mondo delle imprese.
La struttura del percorso prevede un workshop introduttivo: “Laboratorio pratico per sviluppare mentalità innovativa”, con lo scopo di indagare in modo approfondito le percezioni di sé rispetto all’innovazione, realizzato attraverso l’utilizzo delle pratiche filosofiche e del laboratorio teatrale; successivamente un ciclo di incontri “Sguardi sulle innovazioni”, che vede coinvolte persone afferenti a diversi ambiti culturali. Quest’anno in particolare sono coinvolti: Edoardo Boncinelli, genetista; Maurizio Ferraris, filosofo; Lucio Caracciolo, esperto di geopolitica; Stefano Bartolini, economista.
Il percorso è progettato in modo da permettere ai partecipanti di alternare in modo opportuno, momenti di riflessione su di sé, con momenti di confronto con gli altri e con realtà diverse dalla propria.
Certamente per poter apprendere risulta fondamentale poter fare paragoni e mettere in discussione ciò che si conosce bene, stimolando riflessioni analogiche. Credo che questo percorso offra l’opportunità a ciascuno di pensare a sé stesso in relazione con il concetto di innovazione e certamente propone in modo aperto il tema della propria capacità di generare innovazione.
Il percorso costituito da moduli diversi permette a ciascuno di calibrare la propria partecipazione in modo flessibile, senza perdere il significato di insieme, che viene assicurato dai docenti di ISMO. Questo naturalmente facilita la presenza, senza snaturare l’apprendimento.