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Newsletter - luglio 2011
A cura di ISMO   
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Accelerare l’innovazione
Un raro esempio di delocalizzazione industriale “verso” l’Italia (…e non “da”)
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Laboratori formativi utilizzando le propedeutiche teatrali. Un metodo (Riccardo Raffaele Bozano - ISMO)

Di seguito presento le linee guida metodologiche che danno forma alle esperienze, fino ad oggi condotte, dei laboratori formativi che utilizzano le propedeutiche teatrali.
Il primo aspetto da curare nel tempo che precede l’inizio dell’evento formativo è la predisposizione dello spazio. Dopo la messa in sicurezza del luogo, la seconda attenzione è quella di “liberare lo spazio”: ai fini del percorso formativo non servono scenografie o accessori; non interessano oggetti o artefatti; è sufficiente uno spazio vuoto ed i corpi dei formanti. In teatro, così come nelle esperienze tras-formative dell’Uomo, ci si occupa della ri-creazione della “vita dello spirito umano” . La realtà teatrale, come dichiara Anatolij Vasil’ev, è quella del mondo interiore e può essere creata dall’energia spirituale e nervosa dell’Uomo in scena e da nient’altro: non dalle cose, non dall’illuminazione, né dalla scenografia, né dalla regia. Questo presupposto libera il campo da molti preconcetti rispetto ai laboratori formativi che utilizzano le propedeutiche teatrali. Ad esempio nell’ultimo percorso svolto in una grande multinazionale, all’ingresso dei partecipanti nello spazio vuoto, uno di questi ha esclamato con un senso di spaesamento: “… e dunque se facciamo teatro dove sono i costumi, le maschere, le scenografie e gli oggetti di scena?”.
Lo spazio vuoto (tutt’al più possono essere presenti alcune sedie) annuncia l’evento. Il laboratorio non è intrattenimento, cabaret, spettacolarizzazione o show. Ciò che fonda il percorso sono le relazioni, gli stili comunicativi, le emozioni che i formanti esperiscono durante le attività proposte e che vengono riconnesse al tema della scoperta di Sé ed alle finalità di apprendimento oggetto del corso (siano esse la relazione e la comunicazione con il cliente; il team building; la leadership, il ruolo …).
Dunque, la propedeutica teatrale è al servizio dei temi e degli obiettivi di apprendimento del corso.
Questi presupposti metodologici vengono dichiarati in apertura di lavoro, quando viene esplicitato il modus operandi del laboratorio ed è condiviso il senso di questo approccio rispetto agli obiettivi che il percorso si pone. Il metodo di lavoro si sviluppa in modo processuale ed è costituito da una prima fase preparatoria di training psico – fisico, atto alla creazione della tensione fisica e nervosa necessaria al lavoro su di Sé e con l’Altro. La seconda fase del processo utilizza il metodo dell’improvvisazione, e più precisamente la pratica dell’ etjud , ricondotto e posto in conversazione con l’approccio formativo esperienziale, che approfondisce lo studio delle dinamiche dei gruppi, attraverso il lavoro nel “qui ed ora” .
In apertura di laboratorio si introducono i confini del percorso: i tempi ( perché si possa parlare di laboratorio sono necessarie più giornate formative – mediamente tre – possibilmente senza interruzioni tra una giornata e l’altra); l’approccio; i contenuti e le finalità.
Successivamente si focalizza l’attenzione sulla raccolta dei “perché” dei formanti rispetto alla presenza ed alla partecipazione al laboratorio. Questa fase risulta decisiva perché permette di calibrare attività, de briefing e restituzioni sulle esigenze e motivazioni iniziali dei partecipanti, ponendole in dialogo continuo con le finalità del corso.
Il centro del lavoro laboratoriale, come detto, si snoda attraverso una fase di riscaldamento del corpo e della voce, al fine di aprire un ascolto di sé che risulta essere determinante ai fini della ricerca e dell’incontro con l’Altro (il training). A questa fase, seguono le attività esperienziali (l’etijud), volte ad esplorare e talvolta a riscoprire i cinque sensi, le modalità comunicative agite, le relazioni, i ruoli e le leadership che si costituiscono tra le persone del gruppo. Il mezzo per entrare nelle storie dei formanti – attori, per far sì che tirino fuori, educhino, le risorse emotive, empatiche, desideriali, più straordinarie è il gioco . Il gioco permette di entrare in questo spazio del non ancora, spazio della mancanza, spazio della libertà, spazio dell’incontro.
Al termine di ogni attività segue una fase di de briefing. Cosa è accaduto? Quali relazioni ho agito? Quale stato emotivo? Quali elementi di riflessione rispetto al tema oggetto del corso? Quali elementi di possibile connessione tra il mio agito e l’azione degli altri colleghi? Questi alcuni spunti possibili dai quali partire, che possono avere rilevanza differente in base alla tematica in questione.
Al formatore, facilitatore, conduttore, trainer, mentore, si richiede lucidità e presenza nel “qui ed ora” degli accadimenti. Il formatore si pone in uno stato di ascolto, adeguamento, dialogo con i formanti. Sospende il giudizio, si fa carico e prende in cura il processo di senso che, azione dopo azione, i singoli ed il gruppo pongono in essere. E’ disposto a so – stare nel dubbio, nell’incertezza che è dei processi di apprendimento, con apertura ed accoglienza rispetto alle istanze ed ai “toni emotivi” dei partecipanti.
Al formatore è richiesto di lavorare su quello che porta il singolo ed il gruppo. Esiste una traccia, una partitura data dagli stimoli del formatore, ma sono le esperienze ed il vissuto dei formanti – attori a co–condurre il laboratorio, a dare una forma unica ed irripetibile all’evento.
Lì ed allora vi sarà tras – formazione.
Lì ed allora vi sarà apprendimento.

Calendario eventi
Data Titolo Descrizione
18-22 luglio 2011 Progettazione degli interventi di formazione e sviluppo organizzativo Corso sull'acquisizione di metodologie e tecniche per la progettazione di interventi formativi
9 settembre 2011 Diagnosi e visione sistemica Obiettivo di questa giornata è imparare a riconoscere il rapporto fra fatti e situazioni differenti, imparare a fare sintesi, acquisendo la capacità di governare il caos e di dare senso per sé e per gli altri agli eventi.
12-16 settembre 2011 Laboratorio per lo sviluppo delle capacità sociali Laboratorio orientato a sviluppare capacità e sensibilità personali e sociali per rendere la propria presenza sociale più efficace e adeguata all'interno di contesti organizzativi
20-21 settembre 2011 Outdoor e comportamenti organizzativi Comportamenti organizzativi del Project Manager nella gestione della commessa
23-24 settembre 2011 Atelier teatrale Laboratorio che propone di creare un'opportunità per vivere e sperimentare modalità innovative e differenti di azione organizzativa
28-30 settembre 2011
Processo di pianificazione, governo e controllo delle risorse umane Corso che ha lo scopo di sviluppare competenze specifiche sul ciclo di pianificazione del personale
4-7 ottobre 2011 Valutazione dei processi di apprendimento e di sviluppo organizzativo Corso sulle tecniche di valutazione della formazione e sul trasferimento degli apprendimenti
 
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18 mag 2012