LA RICOSTRUZIONE DELLE MENTI E DEI CUORI

NINO SERGI 11 settembre 2004  | LavorInCorso – CON…O…ScENZA

Sabato 11 settembre ISMO ha ospitato a “Lavori in corso” Nino Sergi, Fondatore e Segretario Generale di INTERSOS, organizzazione umanitaria per l’emergenza. Fino al 1992, Nino Sergi è stato membro del Comitato Esecutivo di VOICE, coordinamento europeo delle ONG umanitarie di cooperazione internazionale. Dal 1983 al 1992 è stato Fondatore e Direttore Generale dell’ISCOS-Cisl, Istituto Sindacale per la cooperazione con i paesi in via di sviluppo.
INTERSOS è un’organizzazione umanitaria senza fini di lucro e indipendente, che opera a favore delle popolazioni in pericolo, vittime di conflitti armati o di calamità naturali. Nata nel 1992 con il sostegno delle Confederazioni sindacali, interviene nell’immediato per arginare l’emergenza e, successivamente, per garantire condizioni di normalità per la popolazione civile.

I principali settori di intervento di INTERSOS sono:
• soccorso nell’emergenza alle popolazioni civili: distribuzione di alimenti e generi di prima necessità, assistenza e protezione non solo in termini di nutrizione e salute, ma anche di diritti umani;
• assistenza a rifugiati e profughi: organizzazione e gestione di campi profughi e centri di accoglienza insieme con il personale locale; assistenza e aiuto per il ritorno e la reintegrazione;
• riabilitazione funzionale di strutture sociali e di servizi pubblici, ospedali, ambulatori, scuole, pozzi e acquedotti, alloggi; collaborazione per la ripresa e lo sviluppo delle attività sociali ed economiche;
• sminamento umanitario e mine action: bonifica dei terreni infestati da mine, bombe cluster e altri ordigni esplosivi; educazione al rischio rappresentato da mine e ordigni esplosivi; riabilitazione delle vittime delle mine;
• aiuto alla ripresa del dialogo, alla convivenza pacifica e alla riconciliazione.

La sintesi del primo principio di INTERSOS è: “Homo sum, nihil umani a me alienum puto” (“Sono un essere umano, nessun altro essere umano mi è estraneo”, Terenzio, 195-159 a.C.). INTERSOS pone al centro l’essere umano, i principi di uguaglianza, giustizia, pace, solidarietà, il dovere di ogni individuo di aiutare tutte le persone che vivono in condizioni di bisogno e sofferenza.
Un valore fondamentale per INTERSOS è l’imparzialità: la vittima è da considerarsi tale in ogni caso, a prescindere da qualsiasi differenza politica, religiosa, sociale e di appartenenza. Le sua attività umanitarie si rivolgono in modo imparziale a qualsiasi popolazione e persona in pericolo o in grave stato di bisogno.

Gli operatori umanitari sono medici, infermieri, architetti, ingegneri, geometri, logisti, amministratori, sminatori, educatori, assistenti sociali.

Nino Sergi ci ha raccontato la sua esperienza da “tessitore” di legami in contesti altamente drammatici e complessi: oltre a ricostruire tetti, case, scuole e ospedali, INTERSOS si occupa di avviare processi di ricostruzione delle menti e dei cuori, attraverso la creazione di un dialogo, che rappresenta un ponte tra persone che inizialmente sono legate da un sentimento di odio.
La guerra tende a colpire ogni simbolo visibile di cultura, storia, arte e religione dell’altro. La ricostruzione più difficile – ci suggerisce Sergi – è quella degli animi e delle intelligenze. “Finita la guerra – aggiunge – bisogna costruire la pace”. La pace va aiutata, governata, favorita dalle istituzioni adeguate; è necessario favorire la via della ragione, del dialogo, dell’accettazione dell’altro, del riconoscimento del suo valore e arginare il rifiuto. Nel processo di ricostruzione è importante rispettare le tradizioni e la cultura locale, riconoscere e tutelare la differenza.

Nino Sergi ci racconta l’intervento di INTERSOS in Kosovo: le due popolazioni in conflitto sembravano, ad un certo punto, pronte a ricostruire un dialogo per recuperare un importante patrimonio comune: una moschea del XV secolo che era stata incendiata, a danno di diversi preziosi affreschi del Medioevo e del Rinascimento.
Il restauro della moschea, ad opera dell’Istituto Centrale per il Restauro di Roma, ha permesso la riscoperta del proprio passato e di un patrimonio artistico comune. Ha significato ricostruire fili di storia e identità, riconoscersi in un simbolo della propria cultura, passare dalla cultura del potere al potere delle idee e della cultura.

Attraverso il racconto di Nino Sergi abbiamo conosciuto esperienze caratterizzate da un’antinomia drammatica tra legami e slegami, situazioni connotate da una profonda difficoltà di costruire spazi di convivenza delle differenze. Abbiamo anche conosciuto il tentativo di opporsi al prevalere di integralismi che generano esiti drammatici, attraverso la costruzione di dialoghi pacifici.