LA DECRESCITA: UNA SFIDA PER IL FUTURO

SERGE LATOUCHE 19 marzo 2014  | LavorInCorso – Candide 2012 e oltre

“Come costruire una società sostenibile?
La scelta volontaria di una società che decresce è una scommessa che vale la pena di essere tentata per evitare un contraccolpo brutale e drammatico?
Il termine “decrescita” suona come una scommessa o una provocazione, nonostante la generale consapevolezza dell’incompatibilità di una crescita infinita in un pianeta dalle risorse limitate, necessitiamo, quindi, di un cambiamento radicale.
Quali altre logiche sociali inventare?”

Contro l’universalismo Latouche rivendica invece la necessità di «valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture. Per questo alla prospettiva dell’universalismo oppone piuttosto un “universalismo plurale,” che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità.»

SERGE LATOUCHE – (Vannes, 12 gennaio 1940) è un economista e filosofo francese. È uno degli animatori de La Revuedu MAUSS ed è presidente dell’associazione «La ligne d’horizon». E’ professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’ Institut d’étudesdudevoloppementéconomique et social (IEDS) di Parigi. È tra gli avversari più noti dell’occidentalizzazione del pianeta e un sostenitore della decrescita conviviale e del localismo. Conosciuto per i suoi lavori di antropologia economica, SergeLatouche critica il concetto di economia intesa in modo formale, ossia come attività di mera scelta tra mezzi scarsi per poter raggiungere un fine. Rifacendosi in tal senso al pensiero di Karl Polanyi, egli mira a proporre nelle sue opere il concetto dell’economico, rifacendosi alla definizione di economia sostanziale, intesa come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfacimento dei bisogni delle persone. Critica, attraverso argomentazioni teoriche e con un approccio empirico comprensivo di numerosi esempi, il concetto di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica. Nemico del consumismo e della razionalità strumentale, Latouche è un intellettuale che presenta tratti assai personali ed è stato introdotto nel dibattito italiano da case editrici e gruppi culturali della sinistra radicale. Latouche è uno dei critici più acuti della ideologia universalista dalle connotazioni utilitariste: rifacendosi anche alle concezioni di Marcel Mauss e di Ivan Illich, rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista. A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d’altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Non è stato forse il particolarismo, inteso come l’esaltazione delle culture particolari quello che spesso ha generato divisioni e lotte in nome di una ristretta, egoistica, visione della propria identità?
Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all’universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell’identità della tribù occidentale, come dice Rino Genovese, pretende d’imporre un imperialismo culturale al resto del mondo.

Bibliografia essenziale Il pensiero creativo contro l’economia dell’assurdo, Bologna, EMI, 2002. Obiettivo decrescita, con altri, Bologna, EMI, 2004. Come sopravvivere allo sviluppo. Dalla decolonizzazione dell’immaginario economico alla costruzione di una società alternativa, Torino, Bollati Boringhieri, 2005. L’invenzione dell’economia, Torino, Bollati Boringhieri, 2010 La scommessa della decrescita, Milano, Feltrinelli, 2007. Breve trattato sulla decrescita serena, Torino, Bollati Boringhieri, 2008. La sfida della decrescita. Il sistema economico sotto inchiesta, con Riccardo Petrella ed Enrique Dussel, Città di Castello, L’Altrapagina, 2008. Mondializzazione e decrescita. L’alternativa africana, Bari, Dedalo, 2009. Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita, Torino, Bollati Boringhieri, 2011. Il tempo della decrescita. Introduzione alla frugalità felice, Milano, Eleuthera, 2011. Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita, Torino, Bollati Boringhieri, 2012. Ci sarà ancora vita dopo lo sviluppo?, in Roberto Colonna (a cura di), America Latina e Occidente, Salerno, Arcoiris, 2012, pp. 159–174