REASONING ABOUT THE PRESENT, IMAGINING THE FUTURE

FRANCA D'AGOSTINI 16 June 2012 | LavorInCorso - Candide 2012 and beyond

Ragionare significa derivare conclusioni da premesse: “poste talune cose, talune altre ne seguono di necessità” (Aristotele). Non sempre ce ne rendiamo conto, ma i ragionamenti (giusti o sbagliati) guidano ogni istante della nostra vita: piove dunque prendo l’ombrello, il ministro è indagato, dunque deve dimettersi, … Gli scienziati cognitivi spiegano che addirittura le cellule cerebrali “ragionano”, a volte bene, a volte male …

Il fatto davvero curioso della nostra cultura è che nonostante questa ovvia ubiquità dei
ragionamenti, l’arte di ragionare, la logica, è poco studiata, e anzi è considerata una materia quasi inaccessibile e astrusa: “una disciplina arida fino alla desolazione”, diceva Heidegger. Il fatto è ancora più curioso perché viviamo in un sistema democratico (almeno nominalmente), e ciò vuol dire che le leggi, le regole, le disposizioni per il bene comune, sono decise sulla base del confronto dei ragionamenti svolti in ambito pubblico. Il cittadino democratico è continuamente posto di fronte alla necessità di ragionare anche in modo complesso, e di valutare ragionamenti. Dunque a rigore l’arte del ragionamento dovrebbe far parte del corredo di qualsiasi cittadino libero, in un paese democratico, probabilmente fin dai primi passi della formazione. Per ragionare sul presente, per reinventare il futuro.

Oggi qualche cenno di logica è insegnato nelle scuole secondarie superiori; veri e propri corsi di logica fanno parte dei piani di studio di matematica, e di filosofia. Ma quel che si insegna di solito è non tanto “la logica” nel senso ampio inteso da Aristotele, ma una tecnica esclusivamente mirata al ragionamento matematico, con aggiunta di teoria degli insiemi, dimostrazioni metalogiche, e una serie di artifici che non hanno alcun speciale interesse per il ragionamento comune. Le risorse della logica moderna, quella sviluppata a partire dal linguaggio matematico, ci fanno capire però che ragionare significa valutare possibilità: considerare come le cose stanno, e pensare ai diversi modi in cui potrebbero stare. Questo è soprattutto chiaro quando si guardi alla logica non come un canone classico, fisso e immodificabile, ma come un vasto repertorio di regole, che ci guidano nell’esplorazione dei mondi-casi possibili. È in questa prospettiva che una competenza logica non mette “il pensiero in catene”, vincolandolo al presente e ai suoi dati di fatto, oppure confinandolo all’astratta valutazione di sistemi formali, con regole rigide quanto separate dalla realtà, ma anzi, come riteneva Russell, “gli dà le ali”.
Franca D’Agostini insegna Filosofia della Scienza al Politecnico di Torino.Collabora a “la Stampa”, “il Manifesto” e “il Fatto Quotidiano”. Tra i suoi libri più recenti: The Last Fumes. Nihilism and the Nature of Philosophical Concepts,Daviesgroup 2008 Paradossi, Carocci, 2009 Verità avvelenata. Buoni e cattivi argomenti nel dibattito pubblico, Bollati Boringhieri, 2010 Introduzione alla verità, Bollati Boringhieri, 2011 I mondi comunque possibili. Logica per la filosofia e il ragionamento comune, Bollati Boringhieri, 2012