GIANCARLO PROVASI 22 September 2012 | LavorInCorso - Candide 2012 and beyond
Limitarsi per la paura di sbagliare. Questo è il più grande errore che l’uomo possa fare. Accettare il rischio di sbagliare è ciò che rende gli uomini non meramente adattivi ma capaci di cambiamento. L’errore assume allora una dimensione non solo gnoseologica ma anche e soprattutto etica (nel rapporto e nel rispetto della verità degli altri). A fronte dell’incertezza che accompagna le nostre decisioni e del rischio di sbagliare ci affidiamo spesso ad un’etica della convinzione, fatta di principi stereotipati e astratti.Mentre ci si chiede di assumerci concretamente, qui ed ora, le nostre responsabilità, misurandoci con i problemi concreti che la costruzione di un mondo migliore sempre comporta.
Provasi è autore di numerosi contributi sulla razionalità dell’azione e sul rapporto tra economia e istituzioni sociali. Sull’argomento di questo incontro di LavorInCorso, ha pubblicato di recente, insieme a Vittorino Andreoli, Elogio dell’errore, BUR Rizzoli, Milano 2012. Luoghi e figure per un futuro sostenibile ISMO, Dopo una carriera accademica che lo ha visto impegnato presso le Università degli studi di Trento, Parma e Brescia, risulta vincitore di una cattedra di prima fascia in Sociologia economica ed è chiamato nell’anno accademico 1987-88 dall’Università degli studi di Salerno. Torna all’Università degli studi di Brescia nell’anno 1991-92.

Ricopre le cariche di direttore del Dipartimento di Studi sociali per gli anni 1993-95 e di preside della Facoltà di Economia per gli anni 1996-2002. Per gli anni 2002-2010 è prorettore vicario dell’Università degli studi di Brescia. Ha fatto parte del Comitato economico scientifico della Camera di Commercio di Brescia ed è
stato consulente del sindaco di Brescia per i problemi del lavoro, dell’occupazione e dello
sviluppo economico. E’ componente del Comitato scientifico della Fondazione Lucchini.
I suoi interessi di ricerca hanno da sempre ruotato intorno a due temi centrali per la sociologia economica e industriale: (1) a livello macro, il rapporto tra economia e istituzioni sociali e (2) a livello micro, la teoria delle decisioni. Al primo tema ha dedicato soprattutto la prima parte della sua carriera di studioso e ricercatore, partecipando a due ricerche pubblicate in volume entrambe per i tipi de il Mulino: Ilmovimento degli scioperi nel XX secolo (a cura di G.P. Cella), 1979 e Politica, economia e rappresentanza degli interessi (in collaborazione con L. Bordogna), 1984. Altri contributi su questi temi sono apparsi in diverse riviste, in particolare su “Stato e Mercato”. Un aggiornamento della ricerca sulla conflittualità industriale è apparso (in collaborazione con L. Bordogna) nelle diverse edizioni del Manuale di relazioni industriali curato da T. Treu e G.P Cella per il Mulino (1982, 1989, 1998) nonché (in collaborazione con G.P. Cella e L. Bordogna) in L.H. Haimson, Ch. Tilly (eds.), Strikes, Wars, and Revolutions in an International Perspective, Cambridge University Press 1989. Quanto al secondo tema si ricordano in particolare il volume Ilgioco negoziale, Franco Angeli 1987, in cui sviluppa un approccio al tema della negoziazione e gli articoli Simulazione e intelligenza artificiale nello studio del conflitto e delle relazioni di lavoro, in “Sistemi intelligenti” 1991 e Oltre il modello di “razionalità limitata”. Il contributo del cognitivismo, in “Rassegna italiana di sociologia” 1995, in cui – misurandosi con la più evoluta riflessione delle scienze cognitive e dell’intelligenza artificiale – cerca di porre le premesse teoriche per una sociologia delle decisioni. L’attenzione richiesta dai ruoli istituzionali ricoperti negli ultimi anni ai problemi dello sviluppo locale lo hanno portato ad occuparsi delle istituzioni economiche e del problema dell’imprenditorialità, con particolare riferimento empirico all’area bresciana . Al riguardo si ricordano: il contributo alla ricerca Lumezzane, terra di imprenditori promossa dalla Camera di Commercio di Brescia (e pubblicata per i tipi della stessa nel 1996); il contributo L’industria bresciana e il ruolo delle istituzioni, apparso nella ricerca promossa dalla Associazione industriale bresciana e coordinata da A. Porteri, L’industria bresciana e le sfide del cambiamento (Sipi, 1997); il contributo Motivazioni e orientamenti degli imprenditori nel ricambio generazionale, nell’ambito di una ricerca sui problemi della successione d’impresa in provincia di Brescia pubblicata per i tipi de Il Sole 24 ore libri ( La successione d’impresa nei distretti industriali, 1999);
il saggioCoordinamento e varietà nello sviluppo locale. Modelli istituzionali a confronto nella ricerca da lui stesso coordinata Le istituzioni dello sviluppo. I distretti industriali tra storia, sociologia ed economia, Donzelli editore 2002 e le Conclusioni al volume sempre da lui curato dal titolo Lo sviluppo locale: una nuova frontiera per il nonprofit, Franco Angeli, Milano 2004. Recentemente ha raccolto alcuni interventi svolti negli ultimi anni sui temi dell’economia e della società bresciana nel libro Tra desideri e paure. Sguardi su Brescia e sul presente, Grafo edizioni, Brescia 2011. Infine si ricordano la voce Informazione, società della, apparsa nel IX volume dell’Enciclopedia delle scienze sociali edita dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana, Roma 2001 e il saggio Gli imprenditori accademici alla frontiera delle bio‐scienze in Europa (in collaborazione con Flaminio Squazzoni e Beatrice Tosio), apparso nel volume a cura di Francesco Lissoni, L’imprenditorialità accademica. Un’analisi multidisciplinare, Carocci editore, Roma 2011.
