SILVANO PETROSINO 26 gennaio 2013 | LavorInCorso – Candide 2012 e oltre
L’uomo, come tutto ciò che esiste, è gettato nell’esistenza ed esiste senza aver deciso di esistere. Tuttavia, a differenza di tutto ciò che esiste, egli non subisce semplicemente l’esistenza ma anche tenta di governarla ed organizzarla. In tal senso l’uomo è senz’altro progetto: egli, dal suo presente, si proietta in avanti e cerca di progettare il futuro. Il progetto apre al futuro cercando di pre-vedere ciò che ci attende. Tale pre-vedere rischia tuttavia di pre-determinare, di voler pre-determinare ciò che ci attende: da questo punto di vista il progetto rischia sempre di trasformarsi in una sorta di chiusura e di difesa rispetto a ciò che può venire come nuovo ed inatteso.

L’attesa del progetto o come progetto rischia dunque di trasformarsi in un rifiuto dello stesso avvenire. L’uomo, che è progetto, è così chiamato a riconoscere che il suo progetto è sempre parziale, limitato e potenzialmente violento. L’uomo è capace di riconoscere che c’è dell’avvenire al di là di quanto egli immagina e progetta come il suo futuro.
