THE END OF EQUALITY

VITTORIO EMANUELE PARSI 28 February 2013 | LavorInCorso - Candide 2012 and beyond

Tutti gli uomini sono creati uguali. Da queste poche, semplici parole discende la modernità politica, fondata innanzitutto sull’uguaglianza intesa come rifiuto del privilegio. Uguali e tutti quindi ugualmente liberi, liberi perché uguali gli uni agli altri. Non c’è nessuna necessaria opposizione tra il principio di uguaglianza e quello di libertà, perché senza uguaglianza la libertà si chiama privilegio.
L’uguaglianza di tutti è l’essenza della democrazia dei moderni, tanto quanto l’uguaglianza tra i pochi per il principio su cui si reggeva la democrazia degli antichi. Il progressivo allargamento della base politica ed economica delle nostre società è passato attraverso l’uguaglianza. Quest’ultima ha consentito di costruire le due istituzioni che più di ogni altra hanno caratterizzato la modernità occidentale, fino a rappresentarne il canone e il paradigma: la democrazia politica di massa e l’economia fondata sui consumi di massa.

Oggi la consapevolezza della centralità del valore dell’uguaglianza nella nostra civiltà sembra vacillare sotto i colpi della crisi economico-finanziaria e delle riproposta di proposte politiche ed economiche che si proclamano “liberali”, ma che sono in realtà semplicemente ostili al ceto medio, vera spina dorsale di qualunque democrazia e di qualunque idea di mercato rettamente intese.