FROM CHRYSALIS TO BUTTERFLY: THE TRANSFORMATIVE JOURNEY OF HR

di Naomi Alberti e Ludovica Ravizza

C’è un momento preciso, nella nostra vita personale e professionale, in cui qualcosa cambia. E il bello, è che spesso non siamo attrezzati per riconoscere quell’istante. È un evento quasi impercettibile, che si manifesta nei silenzi prima riempiti da parole tecniche, o in un ascolto più profondo, meno finalizzato, più vero. È il momento in cui chi lavora nelle Risorse Umane, o meglio, con le persone, smette di guardare solo alle strutture, ai processi, agli strumenti, e inizia a sentire il peso e la bellezza del proprio ruolo come parte viva di un organismo collettivo di riorganizzazione collegiale. Un passaggio sottile, trasformativo, che non si insegna, ma si attraversa. Proprio come accade a un bruco che si scopre farfalla: non c’è fretta, né clamore, ma la trasformazione è reale e irreversibile.

Il Master HR Professione Personale di ISMO nasce 32 anni fa e vive costantemente in questo spazio: non è un corso, non è un pacchetto formativo da completare per aggiornare il proprio profilo, ma è un percorso di sviluppo di senso. È un tempo sottratto al rumore della performance per restituirlo alla profondità del pensiero. È uno spazio in cui la professionalità prende forma attraverso la riflessione, l’ascolto, il confronto, la messa in gioco. Dove si lavora per mestiere, certo, ma anche e soprattutto sul modo in cui ciascuno lo abita, lo interpreta, lo fa evolvere e lo innova.

È nel viaggio, e non nel suo arrivo, che succede qualcosa, nel farsi dell’esperienza, lì dove le storie si incontrano, le prospettive si intrecciano, i vissuti si fanno specchio. Questo perché non si diventa HR da soli. Si diventa HR con gli altri e le altre, grazie agli altri e alle altre, insieme agli altri e alle altre persone.

In un’epoca in cui tutto ci spinge a rincorrere il fare, questo Master ha il coraggio di chiedere una cosa diversa: fermarsi, ascoltarsi, raccontarsi. Raccontare i propri mondi, i propri dubbi, i propri tentativi. E ascoltare, senza giudizio né pregiudizio, quelli altrui, perché in quel racconto nasce qualcosa che va oltre le competenze: una nuova consapevolezza di sé come professionista e come persona.

In questi anni, chi ha frequentato il Master HR ISMO porta con sé tracce indelebili: una postura diversa, una capacità di tenere lo spazio dell’altro senza riempirlo. È una comunità che non si fonda sull’identità aziendale o sull’appartenenza formale, ma su una condivisione profonda di vissuti, di domande e di esperienze trasformative, su un senso di appartenenza che non si spegne con la fine di un modulo. C’è chi ha cambiato azienda, chi ha cambiato sguardo, e in tutti e tutte, resta la consapevolezza che il lavoro con le persone non può più essere esercizio tecnico, ma è una forma di relazione radicale con il mondo.

Chi sceglie di parteciparvi, sceglie di guardare a sé con onestà, e ciò non è sempre facile, ma risulta nutriente, stimolante; a volte può apparire destabilizzante, ma proprio per questo, è reale. Non offre certezze preconfezionate, ma genera domande nuove, non propone modelli da replicare, ma attiva processi di pensiero critico, non ti dice chi sei, ma ti dà gli strumenti per riscoprirti nella complessità del tuo ruolo futuro o attuale e della tua persona.

Oggi fare il HR significa abitare l’ambivalenza, gestire l’incertezza, stare in equilibrio tra bisogni organizzativi e desideri individuali, tra cultura aziendale e narrazioni personali, tra KPI e cura.

Ecco perché questo master non ti insegna a gestire le persone, ma ti aiuta a stare con le persone: a stare nella complessità, nella fatica, ma anche nella bellezza. Ti aiuta a fare spazio, dentro e fuori di te, per far emergere possibilità inaspettate. Si parte dall’idea che non esiste un’unica identità HR, ma esistono percorsi, traiettorie, fratture, trasformazioni; e questo master è uno dei pochi luoghi in cui tutto questo è accolto, legittimato, valorizzato. Chi partecipa apprenderà certamente finalità, attività, ruoli, conoscenze del reclutamento e selezione dei candidati, delle relazioni sindacali, del costo del lavoro e del sistema premiante, della valutazione del personale, di formazione e sviluppo, della comunicazione interna, cioè dei processi HR, ma i e le partecipanti – come afferma ancora oggi uno degli oltre 1000 partecipanti alle edizioni precedenti – ha soprattutto un MASTER IN LORO STESSI,  cioè potenziano le migliori caratteristiche personali che già possiedono.

In un mondo che ha bisogno urgente di senso, di presenza, di relazioni vere, i Professional HR non possono più permettersi di essere solo funzione. Devono tornare a essere presenza generativa. Devono tornare ad avere il coraggio di abitare il cambiamento più che gestirlo, e per farlo, devono prima attraversare se stessi.

Chi esce da questo percorso non è solo più competente: è più autentico, più consapevole, più vivo. È una persona che ha fatto un tratto di strada nella propria crisalide e che, anche se ha ancora domande aperte, ha imparato che la bellezza della professione sta proprio lì: nel continuare a diventare più aperti, disponibili alla CURA, capaci di evolvere

Forse non tutti se ne accorgono, ma le farfalle non si formano per caso: serve un luogo, serve un tempo, servono altri corpi che ci accompagnano nel volo. Alcune volte, basta tornare dove tutto ha avuto inizio, per ricordarsi chi stiamo diventando.

Il Master si propone di aiutare tutti i bruchi…scusate…partecipanti, a crearsi una crisalide altamente equipaggiata, con tutte le competenze necessarie per il mondo del lavoro e i suoi nuovi linguaggi, ma anche a favorire crescita e sviluppo personali per ricoprire un ruolo strategico, come può e deve essere il professionista HR.

Tutti sappiamo, ad esempio, che nelle organizzazioni moderne vivono cinque generazioni di persone, che devono collaborare per raggiungere un obiettivo condiviso, utilizzando approcci e metodi diversi facenti parte della propria cultura di appartenenza, della propria visione del mondo e del lavoro. Le organizzazioni, oggi, sono in continuo cambiamento per la velocità di trasformazione del mondo esterno e per poterle gestire, è necessario che siano abitate da persone con forte leadership, capacità di change management e di diversity management…senza le quali non si può avere una visione strategica, una mente flessibile e una profonda empatia, competenze fondamentali per chi desidera lavorare nel bellissimo mondo delle human resources.

Concetti come flessibilità e responsabilità si riappropriano oggi di un significato un po’ andato perduto, funzionale per saper rispondere (appunto) alle nuove sfide professionali, ai grandi cambiamenti sociali e alle nuove relazioni.

Perché la relazione oggi, non è più solo con l’umano e la sua intelligenza, bisogna confrontarsi, sapersi confrontare, con tutte quelle tecnologie che, volenti o nolenti, pervadono la nostra vita, spesso stravolgendola.

Il Master, ti ricorda che se il bruco vede quel momento come la fine del mondo, tutti gli altri vedono una farfalla. E le farfalle non sono solo animali aggraziati che condividono con le api il ruolo più importante del pianeta, le farfalle sono il primo indicatore di un ambiente sano, vivo, rigoglioso. Parafrasando potremmo dire che Il Master alleva farfalle per organizzazioni sane, fiduciose, inclusive, di successo.

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